Fico d’India da frutto

Opuntia ficus-indica

  • Famiglia: Cactaceae
  • Fogliame: Sempreverde
  • Categoria: Piante da frutto
  • Consigliata per: Orto e Frutteto
  • Temperatura min.: 5 | 10 °C
  • Altezza: 2,5 — 4 metri
  • Terriccio:  
  • Larghezza: 1,5 — 2,5 metri
  • Esposizione: Soleggiata
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Il fico d’India (Opuntia ficus-indica) è originario del Messico e venne introdotto in Europa dopo la scoperta dell’America. È una pianta succulenta arbustiva che può raggiungere i 3-5 m d’altezza, con un fusto costituito da cladodi (le pale), di forma appiattita e ovaliforme, che, unendosi gli uni agli altri, formano le ramificazioni. I cladodi basali, dopo il quarto anno, lignificano dando vita a un tronco. Le vere foglie, che appaiono sui cladodi giovani e sono caduche, hanno forma conica e sono lunghe qualche millimetro. Le spine sono numerose, piccole e ben piantate (esistono però varietà inermi). I fiori giallo-arancio, a coppa, compaiono in primavera-estate sui cladodi di oltre un anno di vita nella parte esposta al sole. Il frutto è una bacca carnosa, allungata, con numerosi semi e buccia di colore differente a seconda delle varietà: giallo-arancione, rosso porpora e bianco. I frutti vengono raccolti a più riprese, man mano che maturano.

Consigli di coltivazione

Il terreno deve essere molto drenante e roccioso, senza ristagni idrici; l’esposizione in pieno sole. Le piante sopportano anche il freddo, ma in inverno possono resistere all’aperto solo a temperature non inferiori ai 7 °C (comunque superiori a 0 °C). La moltiplicazione avviene sia per seme, sia staccando un cladodo o tagliando la cima di una forma cilindrica, da lasciar asciugare per una settimana e da appoggiare su una base di sabbia pura. Le piante vengono messe a dimora con sesti di 5-7 x 4-5 m. Servono qualche lavorazione molto superficiale per eliminare le erbe infestanti, un’adeguata concimazione fosfo-potassica e, se possibile, organica. Per la produzione dei frutti agostani non è necessaria l’irrigazione. La potatura, in primavera o a fine estate, deve impedire il contatto tra i cladodi, oltre a eliminare quelli malformati e lesionati.

Da non dimenticare

Si distinguono i frutti che maturano già in agosto, gli agostani, di dimensioni ridotte, e i tardivi o bastardoni, più grossi e succulenti, pronti in autunno e ottenuti da fiori autunnali, tramite la tecnica della “scozzolatura”, che consiste nell’eliminazione dei giovani cladodi e dei fiori emessi dalla pianta in primavera, da eseguirsi in maggio-giugno.

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